Il Poggiarello Murlo

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Passeggiata

L'agriturismo è immerso nella Riserva Naturale del Basso Merse [...]

Fauna

Dal punto di vista faunistico l'area riveste notevole importanza per la presenza della lontra, anche se mancano segnalazioni negli ultimi anni. Consistenti anche le presenze del capriolo, che qui costituisce una delle ultime popolazioni autoctone italiane; la presenza del daino è invece dovuta alla sua fuga da recinti di allevamento. Di notevole interesse anche la presenza della martora, della puzzola e del gatto selvatico.
L'elevata naturalità permette la presenza di numerosi rapaci diurni tra cui il lodolaio, il falco pecchiaiolo , lo sparviero, il biancone e la poiana . Vi nidificano inoltre, tra le altre specie, il succiacapre , l'averla piccola e la tottavilla; nei torrenti è presente inoltre il martin pescatore.
Da segnalare infine la salamandrina dagli occhiali, anfibio endemico dell'Italia peninsulare, e il rospo smeraldino, oltre a numerose specie di invertebrati rare e localizzate.
Ricca anche la fauna ittica autoctona con specie rare o in diminuzione quali il vairone, la rovella ed il ghiozzo di ruscello. (fonte Wikipedia)


Flora

La vegetazione boschiva, prevalente nell'area, è occasionalmente interrotta da coltivi, molti dei quali abbandonati (l'intera area è pressoché disabitata, compreso il nucleo principale di Vallerano). I boschi, ben conservati e stabili, sono per lo più caratterizzati da sclerofille sempreverdi mediterranee che, nelle stagioni più fresche, sono frammiste a caducifoglie quali il cerro, la roverella , l'orniello e il carpino nero.
Nelle situazioni più degradate prevalgono formazioni di macchia bassa con eriche e corbezzolo, oppure radure con vegetazione erbacea o basso arbustiva; lungo i corsi d'acqua si rinvengono associazioni igrofile con pioppi e salici. Di particolare interesse sono le garighe sviluppatesi sugli affioramenti ofiolitici, che ospitano un popolamento floristico di grande interesse, con specie esclusive delle serpentine tosco-liguri quali Alyssum bertolonii, Centaurea aplolepa, Stachys recta var. serpentinii, Thymus striatus var. ophioliticus, Euphorbia nicaeensis subsp. prostrata. Di particolare interesse è anche la presenza dell'endemica tosco-emiliana Stipa etrusca. Sono presenti inoltre estese piantagioni di conifere, cipressi e cedri, in gran parte destinati ad essere sostituiti dalla vegetazione autoctona. (fonte Wikipedia)


Cenni Storici

L'Eremo di Montespecchio è una chiesa romanica costruita a partire dal 1192. L'eremo è anche conosciuto con il nome di Conventaccio, in quanto oggi ne restano solo i suggestivi ruderi in una stretta vallata di un affluente del Crevolone.
I frati di questo eremo agostiniano avevano la gestione delle cave di serpentinite di Vallerano e pare che gran parte dei loro proventi derivassero proprio dalla vendita del "marmo nero di Vallerano", ricercatissimo nell'architettura romanica perché utilizzato per le decorazioni dicromiche degli edifici sacri. La stessa pietra è stata utilizzata nella chiesa alternandola a blocchi di una pietra calcarea rosa di provenienza locale.

 

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IL POGGIARELLO

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